LA STORIA Il 20 Luglio 1983, alle ore 12 circa, dall’aeroporto del Frejus decollavano 2 aerei da turismo RALLYE che trainavano grossi teloni pubblicitari da mostrare lungo le affollate spiagge della Costa Azzurra. Sul primo apparecchio viaggiava un giovane pilota di 28 anni, M. Clement e un passegero. Ad un’ ora dal decollo, circa in vista di Villefranche, il comandante del secondo Rallye M. Choupay, capto’ un messaggio da parte del collega che lo avvertiva di essere stato costretto ad un ammaraggio di fortuna. I naufraghi vennero immediatamente soccorsi da un natante presente in zona non mostrando particolari traumi, nonostante l’atterraggio di emergenza, avvenuto a circa 160 km/h a causa dell’improvviso blocco dei comandi. Al contrario il piccolo velivolo, dopo breve tempo, scompari’ negli abissi posandosi a circa 45 metri di profondità,’ su un fondale sabbioso. CARATTERISTICHE TECNICHE L’aereo che e’ affondato a Villafranche era il numero 10943 costruito nel marzo del 1968 APERTURA ALARE 9,75 m LUNGHEZZA 7,25 m ALTEZZA 2,80 m SUPERFICIE ALARE 12,76 m.quadri |
L’IMMERSIONE Lo stato di conservazione del piper e’ pessima, ormai del velivolo rimangono pochi resti contorti e difficilmente riconoscibili, nulla a che vedere con cio’ che si presentava agli occhi dei primi sub che lo visitarono a breve distanza dal naufragio, quando appariva pressoché integro sul fondo. Anche oggi tuttavia può valere la pena programmarvi una visita per poi continuare l’immersione lungo la parete descritta nell’immersione della GROTTA. Vista la profondità a cui si trova il relitto conviene programmare pianificare l’esplorazione in modo da iniziare con la visita dell’aereo per poi tornare verso la costa a quote meno impegnative. Entrati in acqua dalla spiaggetta di ciotoli (vedi immersione ‘’LA GROTTA’’ ) si pinneggia in superficie verso sud. Passeremo di fianco a un piccolo porticciolo privato e quindi noteremo, cento metri oltre l’approdo, una struttura di ferro piantata sulla roccia. Da qui ci dirigeremo per qualche decina di metri perpendicolarmente alla costa e, dopo una breve sosta, ci immergeremo. Ai nostri occhi comparirà un rapido declivio con POSEIDONIA che, dopo i 30 metri tenderà a diradarsi lasciando il posto a un fondale di sabbia fine. Se saremo fortunati dopo i 40 metri compariranno i resti dell’aereo. Se ciò non accadesse sconsiglio di perdere molto tempo alla ricerca del relitto perché la profondità e’ elevata e il rischio di perdere l’orientamento alto. Visiteremo le lamiere e ciò che resta del Rallye apprezzando la micro fauna che vi dimora e qualche pesce stanziale presente, ad esempio uno scorfano SCORPAENA SCROFA dalla sgargiante livrea rossa o un grongo CONGER CONGER. |