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| FOTO DI ENRICO ZUNINO PROF.MAX.: 62 m CORRENTE: Spesso forte VISIBILITA’: Ottima NOTE: Immersione molto impegnativa | | | L’IMMERSIONE: La zona al largo della secca di Santo Stefano e’ costellata di scogliere e avvallamenti di detrito di notevole interesse per il sub appassionato di biologia marina. In quest’area troviamo 2 punti di immersione localmente denominati GOBBE DEL CAMMELLO e SECCA DEI 4 CAMPANILI. La prima, come si evince dal nome, e’ un’area in cui il detrito del fondo forma delle dune. E’ il regno dei ricci saetta, STYLOCIDARIS AFFINIS, dal corpo quasi sferico molto robusto. Questi echinodermi hanno aculei poco numerosi ma molto sviluppati, con una parte basale circondata da piccoli aculei secondari e una parte corticale scanalata e ricoperta da una fitta peluria. La colorazione tende al rosso ma puo’ assumere altre tonalità, dal verde al viola. | | | 
| | | Nella zona delle GOBBE l’immersione si svolge lungo questi pendii ponendo attenzione a non perdere di vista l’ancora. Ci troviamo difatti in una zona di fondale omogeneo che lascia poche possibilita’ di orientamento. Per questo motivo noi scegliamo di utilizzare il RIL che ci garantisce la certezza di tornare al punto di partenza. Qualunque sistema si prediliga, un fatto e’ certo, siamo in alto mare, ad alcune miglia dalla costa, con presenza costante di corrente percui una risalita in acqua libera e’ un problema serio. Adiacente alla sopra citata area marina troviamo la SECCA DEI 4 CAMPANILI che si distingue per il fatto di avere un fondale piu’ variegato in cui tratti rocciosi si alternano a zone di detrito grossolano. Anche qui troviamo abbondanti popolazioni di ricci saetta mentre le rocce sono ricoperte di popolazione di gorgonie del genere EUNICELLA CAVOLINII. | | | 
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Molti gli animali tipici del substrato coralligeno come gronghi, CONGER CONGER, murene MURAENA HELENA e gli immancabili scorfani SCORPAENA SCROFA. | | | In questa secca, molto vasta ma non omogeneamente distribuita, il substrato roccioso in alcune zone forma agglomerati di ragguardevoli dimensioni in cui troviamo un altro gorgoniaceo molto bello e abbastanza raro, EUNICELLA VERRUCOSA, dal colore bianco candido, i cui rami, disposti su un unico piano, sono fittemente frastagliati. | | | 
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