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GAZELLE

L’ELICOTTERO  GAZELLE

PROF MAX: 35 m

CORRENTE: Variabile

VISIBILITA’: Variabile

 

DATI TECNICI

 

Dallo stemma della Scuola di Volo della RAF risaliamo all’appartenenza del velivolo: FLYING TRAINING SCHOOL 2.

 

Questa scuola di volo nacque in Australia alla fine della seconda guerra mondiale. Gli istruttori volavano su dei BRISTOL BOXKITES, con motore a pistoni. Ben presto l’aviazione, a causa della guerra di Corea, dovette migliorare le prestazioni dei loro mezzi e adottare il motore a turbina. Con un accordo tra Francia e Inghilterra l’ AEROSPATIAL e la WESTLAND produssero il GAZELLE il cui primo prototipo volo’ nel 1971. Con 2 piloti a bordo, poteva trasportare altre 3 persone o un carico di 700 kg. Il motore da 860 hp garantiva una velocita’ di 310 km/h. Il rotore era lungo 10 metri, cosi’ come la fusoliera.

 

 

LA STORIA  di Bruno Spadi    FOTO  Marco Vecchiola

 

Era il 9 settembre 1993 quando dall’aeroporto di Alberga si alzarono in volo tre elicotteri dell’aviazione Inglese per un volo di addestramento. Le condizioni metereologiche peggiorarono improvvisamente e i tre velivoli, che si trovavano in vista di Ospedaletti, tentarono un atterraggio presso la spiaggia della cittadina Ligure.  Solo a due riuscì la manovra, mentre lo ZB625N, secondo velivolo di addestramento piloti della RAF, precipitò in mare.

I tre membri dell’equipaggio vennero messi in salvo da una motovedetta della Capitaneria mentre il mezzo si inabissò a una profondità di circa 50 metri.

 

Nei mesi successivi vennero recuperate le armi e le apparecchiature elettroniche e si predispose il relitto per il recupero ma, quando tutto sembrava a posto, l’amara sorpresa: l’elicottero era scomparso. I militari inglesi desistettero da ogni ulteriore tentativo di ricerca. Chi non si perse d’animo furono alcuni sub locali che, venendo a conoscenza del motivo della improvvisa scomparsa e cioè che il relitto, finito nella rete di una strascicante, era stato da essa spostato, iniziarono le ricerche del caso nella zona di Bordighera.

 Gli sforzi vennero premiati nel 2000. Su un fondo sabbioso infido e con scarsa visibilità ecco il relitto, avvolto da reti e grovigli di lenze ricche di ami. Tra gli scopritori Lello Barra, che custodisce orgoglioso un omaggio donatogli dall’equipaggio.

Dopo settimane di lavoro finalmente il mezzo, ripulito, venne agganciato a tre palloni e portato presso una scogliera non distante dal porto di San Remo.

 

 

L’elicottero era integro e per alcuni mesi diventò punto focale delle immersioni degli appassionati. Persino l’equipaggio venne invitato a visitare  quello che era il loro mezzo di addestramento. Rimasero alcuni giorni prendendo atto dell’opera che i sub locali avevano portato a compimento.

Sembrava l’inizio di una storia fatta da centinaia di immersioni di sub da tutta Europa invece l’ennesimo colpo di scena era dietro l’angolo.L’elicottero, per motivi non chiari, venne nuovamente spostato, da San Remo a Ventimiglia , da operatori sub di quel luogo. Il tragitto non breve, lo stato del relitto da quasi 10 anni in mare e forse una minore attenzione in fase di trasporto,arrecarono seri danni al velivolo che perse alcune parti. Venne adagiato su una secca al largo di Capo Mortola, dove si trova tutt’ora.

 

L’IMMERSIONE

Foto effettuate da Marco Vecchiola quando il relitto era ancora a Sanremo

 

 

 

L’elicottero era appoggiato sui pattini su un fondale roccioso a circa 35 metri di profondità, in assetto di volo.

 

 

 

Le pale del rotore erano integre, salvo una, spezzatasi durante l’ammaraggio e si notavano ancora  i sedili di guida, la cloche e il quadro comandi.

Seriamente danneggiata, la coda, era staccata ma i sub l’avevano nuovamente risistemata tanto che sembrava non aver subito danni. Anche la cupola trasparente della cabina di pilotaggio era in gran parte ancora presente come i portelloni laterali e la turbina intera.

 

 

 

Oggi esso è letteralmente accartocciato, le pale quasi staccate (sono tenute da un cavo) e la coda ripiegata su se stessa. Molte parti presenti a Sanremo sono state asportate e non sono più visibili.

 

 

 

E’ di molti il rammarico nel costatare che molto del fascino di questo relitto e’ ormai andato irrimediabilmente perso.

 

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